Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/385

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358 PARTE

ta ogn’altra ricerca, e però rivoltai tutte le mie premure a por riparo all’altro sconcerto che seguiva nella razza dei muli consistente pure nella mancanza, ma molto maggiore, del frutto che da questa si ricavava, perchè poche erano le Cavalle, che restavano pregne, e molte quelle che restavano vuote, che lo credevo cagionato dalla diversità della natura della specie: onde pensai di rimediare in parte al vuoto con mettere nel branco delle Cavalle destinate a formar questa razza di muli, dopo terminata la funzione degli Asini, un Cavallo, perchè potesse da questo essere minorato in qualche maniera il danno che apportavano quelle che restano vuote; ma perchè questo non si poteva fare, che a stagione avanzata, per evitare l’incomodo ed il disordine che averebbe apportato un Cavallo biadato, per doverlo ritirare alle sue ore in stalla per darli il dovuto governo, mi cadde in pensiero di provare a mettervi un Cavallo, che fosse assuefatto a star sempre in campagna, ed in pastura, non ostante la disapprovazione di tutti i custodi appoggiata alla massima comune, che non potesse supplire a tal funzione, quello che non fosse stato prima ben riscaldato, e messo in forza dal governo.

Ma dopo avervelo tenuto per diciotto giorni, senza che fosse potuto riuscire ad alcuno di vederlo mai rallegrare, nè dar segno di risentimento, non che accostarsi a una Cavalla, poi-