Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/392

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QUARTA 365

vogliono saper nulla d’alcun’altra, talché è forza separar da lui tanto le prime, che la seconda fino a tanto che non abbia coperto tutte le altre, e sol dopo, tolto via così l’inconveniente, rimettergliele nella camerata.

E finalmente oltre molti altri casi che potrei addurre in prova di quale sia la forza dell’antipatìa, e simpatia, che si dà nei Cavalli tanto maschi che femine, i due che qui sotto adduco mi pare che siano i più particolari, ed i più concludenti, per convincere chi non fosse restato persuaso dalle ragioni fin qui addotte.

Il primo è, che avendomi uno delli stalloni migliori ricusato di coprire una Cavalla di statura piccola, credei da primo che fosse caso, e non ne feci conto alcuno, ma siccome avevo bifogno di dargliene delle altre dell’istessa statura, per mancanza di stallone più adattato ad esse, glie ne feci condurre altre dell’istessa statura della prima, e tutte me le ricusò costantemente, nel tempo istesso che non mostrava difficoltà alcuna di coprire qualunque altra che fosse di statura grande; conobbi subito la difficoltà a cui andavo incontro, ma il bisogno m’ obbligò a non lasciar cosa intentata, che lo potesse indurre ad adattarvisi, e però presi il compenso di tenerlo otto giorni in stalla in riposo, affinchè la privazione, ed il maggior governo che li fecero dare espressamen-