Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/394

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

QUARTA 367

tesse vederla, messo che fu in ardenza a bella posta da altra Cavalla di suo genio, fattali condurre d’avanti, prima che fosse bendato, e indi ribendato messali sotto l’altra con destrezza in luogo della favorita, nell’atto istesso che faceva il salto per montarla; ma appena trovatosi sopra, dall’odore s’accorse dell’inganno, e nel momento ne abbandonò l’azione, disarmò e scese; onde fu forza di levarne il pensiere e darla ad altro stallone, che immediatamente la coprì senza repugnanza, nè difficoltà alcuna.

Non sempre il ricusar che fanno li stalloni di coprire le Cavalle avviene da avversione, o da antipatia, come ne’ casi sopra addotti, perchè tal volta accade solo per mancanza d’inclinazione ne i primi, e d’attrattiva nelle seconde, che sono quel fomite che gli mette in stato di poter dare esecuzione all’azione necessaria, ed è di questo una riprova il vedere che lo fanno dipoi senza la minima renitenza, incitati e messi in moto che siano da Cavalla di genio fatta loro condurre d’avanti nel tempo istesso del rifiuto, com’è necessario di fare il più delle volte, quando si dà lo stallone a mano; e per l’istessa ragione anche li stalloni di campagna ne rigettano alcune da principio, delle quali poi s’innamorano, perchè ne hanno in vista altre di maggiore attrattiva con le quali sfogarsi, e però non devono mai essere messe in camerata Cavalle che siano pregne, stante il pericolo, che lo stallone s’innamori d’esse, e le faccia abortire.