Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/396

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

QUARTA 369

di lasciarlo in piena libertà di secondare l’istinto naturale suo, senza che l’arte vi abbia parte alcuna; poichè in questa forma vien posto rimedio a tutti li sconcerti, e chiunque voglia potrà essere sincerato con l’esperienza nella razza di Toscana di S. M. I. nel mese di Maggio, e di Giugno, dove vedrà quindici, o venti stalloni sciolti in campagna aperta con le lor camerate star con tal saviezza, che non si distinguono dalle Cavalle; e vedrà di più che se taluno s’impegna ad andare ad abbordar l’altro, appena si annusano, che ciascheduno ritorna immediatamente al suo posto in guardia della sua camerata, poichè la gelosia e timore che nella loro assenza li sia portata via qualche Cavalla, gli obbliga ad anteporre la custodia loro, allo sfogo dell’ira concepita contro del competitore.


Della razza dei Muli.


Per minorare al possibile l’avversione che si dà tra l’Asino, e la Giumenta stante la diversa specie dell’uno e dell’altra, mi cadde in pensiero di fare allevare quegli Asini che dovevano servire per stalloni con le Cavalle, affinchè vedendosi di continuo, pigliassero insieme familiarità e domestichezza, e dopo la funzione li facevo rimettere in branco con le medesime Cavalle, nel tempo d’estate, e di autunno, stante il supposto che non fossero capaci