Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/399

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372 PARTE

traversa da potersi levare e mettere, che impedisca alla Cavalla di potere andare in avanti nel tempo, che l’Asino fa il salto, e compimento alla sua operazione; e nella distanza che comporta la lunghezza della Cavalla, là dove sono situati i piedi di dietro della medesima cominci un rialto formato di paglione, e concio, perchè sta più stabile, e legato insieme, sopra del quale l’Asino deve far la sua funzione, perchè resti la Cavalla più bassa, e l’Asino in alto, in quella proporzione che richiede la maggior grandezza della Cavalla, e possa il primo essere a portata di dare esecuzione alla sua operazione senza impedimento alcuno, con facilità, e comodo.

Per toglier di mezzo nella maniera possibile all’uno e all’altra l’avversione connaturale cagionata dalla diversa specie e natura, e perchè con maggiore facilità vengano messi in moto ambedue, posta la Cavalla nella sua situazione se le tenga un Cavallo d’avanti perchè la veduta sua li serva di stimolo per mettersi in agitazione, e nell’istesso tempo si apra l’uscetto dello stanzino di quello stallone che deve andare in opera e se li faccia vedere alla porta una somara, che sta in amore, perchè anche questa provochi l’Asino come fa il Cavallo alla giumenta. Messo così l’Asino in stato di dare esecuzione alla sua operazione si conduca il Cavallo dietro alla femmina come si farebbe se dovesse coprirla, ma senza fermarsi si conduca tanto in avanti, che non