Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/411

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384 PARTE


Ma siccome troppo è facile che lo stento si converta in patimento, così ai custodi si rimetta di prevenire col riparo e governo qualunque causa che possa dare ad esso occasione; la poca sostanza dell’erba di questa stagione, (come si è detto di sopra, tanto più quando è scarsa e mancante, come segue allorché nell’autunno non cadono le opportune piogge, che rivestano d’essa la campagna) unita all’intemperie dell’aria, apporta nocumento non solo alla gioventù tenera, ma anche a qualunque altro che sia di bocca gentile, vale a dire che mangi poco, ed in specie alle Cavalle pregne che hanno bisogno di maggior nutrimento, per poter sostentar se, e tirare avanti il feto che hanno in corpo, e molto più se oltre l’esser pregne hanno anche sotto il lattonzolo, il quale richiede di più in esse la produzione del latte; poichè la scarsezza dell’alimento indebolisce la complessione loro, e un tale indebolimento fa sì che l’intemperie dell’aria abbia più luogo di fare in essa quell’impressione che gli abbatte, e apporta pregiudizio alla salute, e che gli fa cadere dipoi ammalati; ciò che non segue agli abboccati, perchè mangiando più degli altri, con la quantità maggiore suppliscono alla minor sostanza, e così conservano la complessione più forte, per essere meno sottoposti a ricevere pregiudizio dall’intemperie dell’aria.