Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/420

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QUARTA 393

una spatola insieme si mescolano; indi lo stesso si pratica col salnitro, mescolate insieme queste tre polveri strutte, e liquefatte, si versa il composto sopra una pietra, o mattone a raffreddare ove li consolida; raffreddato e consolidato si pesta in un mortaio, finché sia ridotto in polvere, la quale passata per setaccio fine, è quella che col nome d’Antimonio si dà ai Cavalli per preservativo e per medicamento, secondo le occorrenze, mescolata con la biada, semola e con qualunque altra cosa che mangino, un poco inumidita avanti, perchè vi si possa attaccar sopra e non si disperdere.

Questa polvere da me provata non solo in moltissimi Cavalli, sì adulti, che di tenera età e vecchi, e nelle femine sode, pregne, e lattanti, ma anche nei Cani, e nei Cammelli femine e maschi, senza essere mai restato deluso, credo che sia anche più efficace, e di maggiore attività del fegato d’Antimonio a motivo della diversa preparazione che richiede l’aggiunta del zolfo, riputato pettorale, e una quantità maggiore di salnitro, è anche perchè l’evaporazione a fuoco lento non può cagionare quello svanimento, che deve fare il fuoco violento nella preparazione del fegato sopraddetto.

Solleysel nella sua opera intitolata le Parfait Mareschal, fa tali elogi del fegato d’antimonio, fino a dichiararlo la medicina universale di tutti i mali dei Cavalli, alla riserva solo dei