Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/431

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404 PARTE

garzone li leghi insieme i piedi d’avanti, e dipoi tirato per forza quanto più si può il piede di dietro, agguantato per la pastora con l’istessa corda, con la quale ha legato i piedi d’avanti, e fattoli incrociare questo sopra i medesimi lo fermi, e dipoi faccia il simile all’altro piede di dietro, come si fa ai capretti quando si vogliono trasportare in qualche luogo, ed allora senza perdimento di tempo deve esserli applicato il merco, ripulito che sia stato prima da una specie di schiuma, che suol fare il ferro nello stare nel fuoco, e perchè possa ripulirsi meglio suole ungersi spesso nel rimettersi al fuoco con della sciugna liquefatta, in specie quando sono molti, quelli che devono esser mercati.

Nel tempo che il Polledro è in terra così legato, mercato elle sia, li si devono tagliare crini del collo e della coda, lasciando solo al fondo di questa una spazzola, perchè possa scacciarsi le mosche, ed i tafani dai quali non poco vien tormentalo il bestiame tutto nell’estate.

Quattro sono i vantaggi che dal taglio del crini, fatto in quest’età, si ricavano.

Primieramente, perchè nell’estate possano i sopraddetti vivere meno incomodati dal prudore in essi cagionato dalla forfora, che fra i crini si genera, poichè tagliati che questi siano, viene essa dalla guazza e dalle piogge in gran parte dilavata, e smaltita.