Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/46

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18 Parte

stenga il maggior peso, e ne secondi il moto suo, ma fa duopo anche, che vi sia chi sostenga quella porzione che trabocca indietro, che lo spinga in avanti per rimuoverlo dalla base che lo sostiene, per così metterlo in moto, che ne regoli l’equilibrio del medesimo con spingerlo più e meno, secondo che ne richiede di mano in mano l’azione che deve essere eseguita, e che lo riceva sopra di se quando occorre alleggerir le gambe d’avanti, o di vibrarlo in aria più e meno, secondo che fa d’uopo: Così non meno è necessaria di quella delle gambe d’avanti, la costruzione sopra descritta delle gambe di dietro, poichè la situazione loro nella maggior lontananza dal punto del centro di gravità del peso, e le molle che le formano, somministrano ad esse tutta l’attività che abbisogna a tali e sì diverse esecuzioni, che sono comprese nell’incarico loro.

Non può mettersi in dubbio, che dall’esame fatto della costruzione della macchina della natura e indole del peso della medesima, e dell’attività, e incarico delle parti che la sostengono, tanto quando è ferma, quanto allorchè è in azione, non venga messo in chiaro sin dove possa estendersi la facoltà della potenza motrice, e donde abbia origine il moto della medesima macchina. Quindi è, che non resta ora che di mettere in vista, qual sia il metodo, e quale il mezzo di cui la medesima potenza motrice si serve per farla agire.


Inu-