Pagina:Della Porta - Le commedie I.djvu/126

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116 la carbonaria


Forca. Non è cosa da ragionarsene in piazza: potrebbe egli sovragiongere e stimarebbe che il tutto fusse uscito da me, e non si potrebbe piú rimediare: vi mostrerò modo di salvarlo.

SCENA VI.

Pirino Solo.

Pirino. Ah, Forca traditore, che tradimento m’hai tu fatto? farmi suspetto e reo appo mio padre! Ti arai voluto vendicare di quelle bastonate de quali poco anzi ti dolevi di me. Come arò animo di comparir piú mai dove il mio padre sia? manderò me stesso in essiglio. Perderò in uno istesso tempo il padre, la patria e l’innamorata, che è peggio assai che perder la propria vita. O come accetterei volentieri alcuna sorte, di morte per liberarmi da vita cosí nemica. Uh, uh! Possa esser fatto in mille pezzi, se la scappi: vo’ morire, ma prima che muoia farò vendetta della cagion della mia morte. Mi tratterrò da qui intorno finchè venghi, per passargli la spada mille volte per i fianchi.