Pagina:Della Porta - Le commedie I.djvu/161

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atto quarto 151


Dottore. Che cosa dunque?

Panfago. Sapete che Melitea vi è stata tolta e or sta in poter di Pirino?

Dottore. Non può essere.

Panfago. Quante cose paiono che non ponno esser, e pur sono? Ma accioché non pensiate che io parli in aria, m’offerisco a farvi veder ogni cosa con gli occhi propri.

Dottore. Mangone si guarda da Pirino e da Forca, come il diavolo dalla croce; e Melitea sta inferma e carcerata, e son tre giorni che non ha cibo.

Panfago. Pirino s’è tinto da schiavo e s’ha fatto vendere a Mangone da un gran furfante, come io, vestito da raguseo; e intrato in casa sua, ha vestito Melitea de’ suoi panni e fattala comprar dal padre: e la burla è stata accetta e ricevuta, ...

Dottore. Per farmi credere una bugia, ce ne aggiungi un’altra peggiore. Come voleva entrare e uscir dalla casa di Mangone, se vi sta un perpetuo guardiano?

Panfago. ... ed il Forca è stato presente a tutto...

Dottore. O che testimonio m’adduci!

Panfago. ... ed io a tutto son testimonio d’occhi. Nè si ha vergognato di far una simile beffa ad un par vostro, ricco, dotto e di qualitá tanto stimate nella terra nostra. Chi è Pirino altro che un pidocchioso? chi è Forca se non un che meritarebbe essere stato afforcato prima che nascesse? ...

Dottore. Orsú, basta, basta.

Panfago. ... Or stanno abbracciati cosí stretti che l’aria non vi può star in mezo. . .

Dottore. Taci, non piú: che me l’hai espressi cosí vivi che essermi gli contemplo presenti, e non veggendogli par di vedergli.

Panfago. ... L’han fatto piú per svillaneggiarvi che per altro: or si ridono di voi, dicendo che abbracciar voi è abbracciar un morto, e che li movete vomito con la vista, sète pelle senza nervo, una vescica sgonfiata, che puzzate di cimitero e che piatite con la sepoltura, e che la notte la terreste sempre svegliata con l’orologio delle correggie, se dormisse con voi. ...