Pagina:Della Porta - Le commedie I.djvu/44

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34 la sorella


Erotico. Basta, saprá ogni cosa, e verrò io a dirglielo. Ma parteti da me: presto, presto, scòstati.

Balia. Perchè mi scacciate cosí da voi?

Erotico. Per cosa che importa, lo saprai poi: scòstati, allontanati da me.

Balia. Che fretta! orsú, mi parto.

Erotico. Vorrei l’avessi fatto prima che detto. (Veggio Pardo venir alla volta mia, e stimo che venghi a ragionarmi delle nozze: non vorrei che, veggendomi ragionar con una vecchia, entrasse in sospetto che stessi innamorato).

Balia. (Il cacciarmi che fa Erotico con tanta fretta da sè, mi fa sospettar qualche male. Veggio Pardo andar verso lui: qualche trama v’è).

Pardo. (Veggio Erotico; e mi par certo un gentil giovane: vien a me, vo’ riceverlo come figlio). Ben venghi il mio caro Erotico, il mio carissimo figliuolo.

Erotico. Dio vi accresca salute e vita, mio carissimo padre e padrone: padre in amore, padrone in riverenza. Vo’ baciarvi le mani.

Pardo. Non mi fate questo torto, che non lo comporterò: volete vincerla pure?

Erotico. Perchè è mio debito di farlo.

Pardo. Poichè dite che mi sète figlio, potrete trattarmi come vi pare.

Erotico. E voi usando questi termini di cerimonie con me, è un quasi non tenermi per quell’amorevol figlio, che dite che io vi sia.

Pardo. Copritivi.

Erotico. Desiderava in atto di riverenza star cosí; ma, poi che volete che mi cuopra, mi coprirò, essendo l’ubbidire un termine di creanza.

Pardo. Cosí merita un par vostro, nobile, ben creato e virtuosissimo.

Erotico. Troppo gran cose stringete in breve fascio. Ma io vi resto con tanto maggior obligo, quanto meno conosco di meritarlo.