Pagina:Della Porta - Le commedie I.djvu/82

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72 la sorella


Erotico. Ditela, che non è mal senza rimedio.

Attilio. Solo al mio male non può trovarsi rimedio. O voi, che con medicine cercate fuggir la morte, venete a scambiarla con la mia vita; che, quanto piú chiamo la morte per rimedio de’ miei mali, ella da me piú s’allontana. Che sia maladetta l’ora che nacqui, maladetto chi mi pose nella cuna, e maladetto chi mi diede il latte che bevei!

Erotico. Siate, o amico, conforme a voi stesso nella passata vita: che animo debole è il vostro? ingannato piú tosto dal dolore che dalla ragione? Che? s’è scoverto forse, che avete ingannato vostro padre e l’avete tolto i danari?

Attilio. Anzi s’è confirmato che non è stato ingannato, e son stati spesi i danari in quello che proprio desiderava.

Erotico. Forse la vostra Cleria v’è stata tolta da casa, e avete carestia della sua vista?

Attilio. Sta in casa, nè se ne partirá piú mai, e morrò per la troppa copia.

Erotico. V’è stato forse interdetto il poter trattare e il ragionar con lei?

Attilio. Anzi, piú trattar e conversar con lei senza sospetto; e sarò un nuovo Tantalo, star affamato in mezo i frutti che li pendono intorno, e assetato in mezo l’acqua.

Erotico. S’è forse scoverto che non sia vostra sorella?

Attilio. Anzi, perchè s’è scoverta mia sorella.

Erotico. Di che dunque vi dolete, s’è creduto quello che con tanta diligenza avete finto?

Attilio. L’esser scoverta mia sorella ha rotto tutti i miei e vostri disegni.

Erotico. Parlate troppo confuso, distinguete, troppo gran cose dite in brevi parole.

Attilio. Il mio male è di sì perversa sorte, che l’animo s’inorridisce di spavento e la lingua non basta manifestarlo.

Erotico. Dillomi tu, Trinca.

Trinca. È gionta Costanza sua madre poco fa da Turchia, e ha detto che Cleria è sua vera sorella carnale.

Erotico. Cleria sua sorella? o mostruoso accidente, o caso inaudito!