Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 1.djvu/38

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24 PROLEGOMENI

mezzo, troverai Pitea concorde colle odierne osservazioni, secondo le quali nell’occidentale lido di Francia, il gonfiamento dell’Oceano ordinariamente monta a dodici piedi (136). Ma se anche supponghiamo Pitea aver narrato che superiormente alla Britannia il gonfiamento dell’Oceano monta a ottanta cubiti di altezza, nemmen così egli mentì, se narrò unicamente il fatto come accaduto qualche volta, e non già come solito ad accadere, secondochè intese Plinio. Se nelle isole al disopra della Britannia, chiamate Orcadi, come affermano gli odierni istoriografi della natura (137), quando soffiano violenti venti sale l’escrescenza dell’Oceano a 200 piedi d’altezza, più presto che mentitore, fu Pitea assai moderato, dicendo 80 cubiti, cioè piedi 120.

Negar non si può che ne’ frammenti conservatici di Pitea trovatisi alcune favole, da lui o foggiate come vogliono Polibio e Strabone, o piuttosto udite e leggermente credute. Non pertanto a Pitea resta il pregio e della scoperta di molte verità, e la gloria d’aver egli pel primo messo in opera le astronomiche osservazioni onde fissare la posizione delle città (138). Primo eziandio Pitea si studiò d’esporre le cagioni delle escrescenze dell’Oceano, come dice Plutarco (139), e come il sapremmo più accuratamente, se pervenuta ne fosse l’opera di Pitea intorno l’Oceano, rammentataci da Gemino (140). Primo ancora fra i Greci Pitea conobbe il Baltico mare (141), e le parti al di là del Baltico, o che la Tule fosse, secondo reputano alcuni, la presente Schetlandia, o l’Islanda, secondo l’opinion d’altri (142).

Ma quante cose nomò o descrisse Pitea nell’opera