Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/151

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libro primo 139

alla pratica, parendogli ch’essa appartenga a coloro i quali al dire di Democrito vivono solo di controversie. Perocchè non vi essendo precisi confini (colonne o barriere), come fra Colitto e Melite, noi possiamo ben dire questo è Colitto questo è Melite, ma indicarne i limiti non possiamo. E di qui spesse volte v’ebbero de’ litigi intorno ad alcuni luoghi; per esempio fra gli Argivi ed i Lacedemoni per Tirea, fra gli Ateniesi e i Beoti per Orope. Oltre di ciò gli Elleni volendo denominare i tre continenti guardarono, non già a tutta la terra abitata, ma soltanto al proprio paese ed a quello che sta loro di contro, cioè alla Caria dove abitano gli Ionii ed altri popoli a quelli vicini. Col volgere poi del tempo, essendo proceduti più oltre ed avendo conosciuti più luoghi, adottarono quella divisione che si è detta.»

Per cominciare adunque dal fine del suo ragionamento e vivere di controversie (come dice non già Democrito ma Eratostene stesso) domando se que’ primi i quali divisero la terra in tre parti attesero solo a distinguere il proprio paese da quello dei Carii che stava rimpetto a loro? e s’eglino pensarono solo all’Ellade, alla Caria ed a qualche altro luogo ivi presso, e non anche all’Europa, all’Asia, e alla Libia? Sicchè altri poi, avendo considerata tutta la terra abitata, sarebbero i veri autori della sua divisione in tre parti1. Ma come

  1. Οἱ δὲ λοιποὶ ἐπιόντες ὅση ἦν ἱκανὴ ὑπογράψαι τὴν τῆς οἰκουμένης ἐπίνοιαν, οὗτοί εἰσιν οἱ εἰς τρία διαιροῦντες. Abbiamo tentato, dicono gli editori francesi, d’indovinare il senso di queste parole, ma non vogliamo vantarci di essere in ciò riusciti.