Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/180

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168 della geografia di strabone

l’oriente afferma «che quella parte la quale va attraverso la Persia dall’Eritreo alla Media ed ai paesi settentrionali par che non sia minore di otto mila stadii, e che, qualora comprendansi certi promontorii, si allunga fino a più di nove mila. Quello poi che rimane per giungere alle Porte caspie attraversando la Paratacena e la Media è di circa tre mila». - Aggiunge inoltre «che il Tigri e l’Eufrate discorrendo dall’Armenia verso le parti meridionali, dopo essersi lasciate addietro le montagne de’ Gortinesi, e dopo avere formato un gran cerchio abbracciando quell’ampia regione che dicesi Mesopotamia, danno volta e dirigonsi verso il levante d’inverno ed il mezzogiorno, principalmente l’Eufrate; il quale avvicinandosi sempre al Tigri, lambe il baluardo di Semiramide, e s’accosta al borgo detto Opi quanto è lo spazio di duecento stadii; poi attraversa Babilonia e cade nel golfo Persico. E di qui (dice) risulta la figura della Babilonia e della Mesopotamia somigliante ad una nave da trasporto». - Così dice Eratostene: e certo anche nel descrivere questa terza Sezione egli commette alcuni errori che noi verremo considerando; ma non però tutti quelli che Ipparco gli attribuisce. Esaminiamo pertanto quello che costui dice.

Ipparco volendo confermare ciò che ha detto fin dal principio, cioè che l’India non debbasi porre fra’ luoghi più meridionali, come Eratostene propone, dice che questo si fa al tutto evidente per quelle ragioni medesime che lo stesso Eratostene reca in mezzo1. «Se-

  1. A facilitare l’intelligenza di quanto Strabone viene dicendo