Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/376

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362 della geografia di strabone

giore, e per poco non uguaglia la lunghezza di tutta l’isola dall’occidente all’oriente.

Par che Ferecide confonda Gadi con Eritia, dove si dice avvenuto quanto favoleggiasi di Gerione: altri intendono sotto quel nome l’isola che sorge vicino alla città e n’è separata dallo stretto di uno stadio che già dicemmo. E così credono, argomentandolo dalla gran bontà dei pascoli di quell’isola, sicchè il latte delle bestie ivi pasciute non fa punto di siero, ed è tanto denso che per farne cacio son necessitati di mescolarvi molt’acqua. E il bestiame se ne morrebbe colà soffocato se ogni cinquanta giorni non gli traessero sangue; perocchè l’erba che mangiano è bensì secca ma di natura da far impinguare assai: e, di qui poi si crede che siasi inventato ciò che si favoleggia degli armenti di Gerione. Del resto tutta quella spiaggia è abitata da diversi coloni.

Intorno poi alla fondazione di Gadi quegli abitanti ricordano un certo oracolo, dal quale dicono che fu già tempo comandato ai Tirii d’inviare una colonia alle Colonne d’Ercole: che le persone spedite ad esplorare il luogo, essendo pervenute allo stretto vicino a Calpe, credendo che que’ promontorii dai quali esso è formato fossero i termini della terra abitata e della spedizione di Ercole (e che per questo l’oracolo le avesse denominate Colonne), approdarono al di qua dello stretto medesimo in quel luogo nel quale ora si trova la città degli Assitani; ma che avendo poi quivi sagrificato e vedendo che gli augurii non riuscivauo favorevoli se ne tornarono al proprio paese. Di lì a qualche tempo (soggiungono)