Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/381

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libro terzo 367

sono non a torto paragonare a colonne; e così anche i monti soprastanti allo stretto, i quali nella loro sommità rendono immagine di colonnette o colonne. Quindi poi Pindaro ben disse le Porte Gaditane, qualora le colonne s’immaginino collocate in sulla bocca; perocchè quelle bocche somigliano appunto a colonne: mentre Gadi per lo contrario non è fondata in tal sito da poter indicare l’estremità di un paese, ma sta invece quasi nel mezzo di una grande spiaggia sinuosa. Il trasportar poi questo nome alle vere Colonne che trovansi nel tempio d’Ercole in Gadi è, per quanto a me sembra, il men ragionevol consiglio: giacchè è probabile che non da mercatanti ma da condottieri di eserciti pigliasse principio cotesto nome divenuto poi famoso col tempo, siccome avvenne anche delle colonne dell’India. Oltre di che anche l’inscrizione già mentovata contraddice a questa opinione, perocchè non indica un dono sacro, ma la somma spesa nella costruzione del tempio; eppure le colonne d’Ercole dovrebbon essere un monumento delle grandi azioni di quell’eroe, anzichè delle spese fatte dai Fenici.

Dice Polibio esservi nel tempio d’Ercole in Gadi una fontana, dove discendendo per pochi scalini si trova l’acqua ch’è buona da bere, e nella quale si osserva un fenomeno contrario al flusso e riflusso del mare: perocchè quando questo si gonfia essa decresce, e si riempie invece quando il mare rifluisce. E ne reca questa ragione, che l’aria saliente dal profondo alla superficie della terra, allorchè questa pel flusso del mare trovasi occupata dal fiotto, è impedita di sprigionarsi