Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/400

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386 della geografia di strabone

i vestigi dell’antico zelo di quegli uomini, principalmente rispetto al costruir macchine ed alle cose che servono alla marina. Se non che ammansandosi più e più sempre i barbari circonvicini, ed essendosi volti già dalla guerra alle cose civili ed alla coltura dei campi, per la prevalenza acquistatavi dai Romani, non accade ai Marsigliesi di esercitarsi oggimai punto nè poco nelle cose predette. E lo dimostra ciò che si vede presentemente a Marsiglia: perocchè tutti gli uomini più gentili si danno all’eloquenza ed alla filosofia: e così quella città da poco tempo è divenuta una scuola de’ barbari, e destò fra i Galli cotanto amore degli studj greci, che scrivono nella lingua di quella nazione per sino i contratti1; e già i più illustri Romani preferiscono di andare per istruirsi a Marsiglia piuttostochè ad Atene. I Galli poi, seguitando l’esempio di que’ cittadini, consacrarono anch’issi l’ozio che la pace ad essi procura a que’ medesimi studj; nè solamenle i privati, ma tutti pubblicamente: perocchè e i cittadiui in particolare e le città in comune sogliono avere e professori di lettere e medici stipendiati. Della frugalità e parsimonia dei Marsigliesi si può poi stabilire questo non piccolo indizio,

  1. Quest’usanza però (dicono gli Ed. franc.) si vuol intendere solamente dei Galli abitanti quella parie occupata dai Romani sotto il nome di provincia romana, e di alcuni popoli limitrofi. Ed anche fra questi si vuol limitare ai nobili ed ai druidi, perchè soltanto queste due classi potevano fare contratti, mentre il popolo consideravasi come schiavo: Nam plebs pene servorum habetur loco, quae per se nihil audet, et nulli adhibetur consilio. Caesar, lib. VI, c. 13.