Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/68

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56 della geografia di strabone

siti non conosciuti. Perocchè i portenti narrati di luoghi lontani sono pochissimi rispetto a quelli ch’ei dice avvenuti nell’Ellade o ne’ paesi circonvicini; quali sono le imprese d’Ercole e di Teseo, le invenzioni spettanti a Creta, alla Sicilia ed alle altre isole, al Citerone, all’Elicona, al Parnaso, al Pelio, a tutta l’Attica ed al Peloponneso1: nè alcun mai pigliò dalle favole occasione per accusare d’ignoranza chi le compose.

Oltre di che, siccome i poeti non creano un tutto favoloso, ma piuttosto ne aggiungono qualche parte al vero, e così fa Omero più che niun altro; perciò chi cerca qual cosa eglino aggiunsero di favoloso, non debbe indagare se queste parti favolose abbiano avuto una volta od abbian tuttora alcun fondamento di realtà, ma sì piuttosto investigare il vero di que’ luoghi e di quelle persone alle quali coteste favolose invenzioni dai poeti furono aggiunte: per esempio se Ulisse abbia viaggiato, ed in qual luogo.

In generale poi non è giusto di mettere a un fascio le poesie d’Omero con quelle degli altri, come nel resto così principalmente nelle cose che qui accennammo, cioè nella geografia. Perocchè quando bene mancasse ogni altra prova, chiunque scorra il Trittolemo di Sofocle, od il prologo delle Baccanti d’Euripide, poi consideri la diligenza d’Omero in siffatte cose, potrà facilmente conoscerne la differenza e la superiorità. Dovun-

  1. Il Peloponneso è la Morea. Il Pelio è un monte della Magnesia nella Tessaglia. Il Parnaso, l’Elicona ed il Citerone sono altrettante montagne, la prima nella Focide presso Delfo, le altre due nella Beozia. Creta poi è l’isola di Candia (G).