Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/103

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libro sesto 95


Questa città è distante da Posidonia circa duecento stadii; e dopo di essa è il promontorio Palinuro. E dinnanzi ad Elea stanno le Enotridi; due isole con luoghi atti a stazione di navi. Al di là del promontorio Palinuro trovansi una rocca, un porto ed un fiume, tutti e tre collo stesso nome di Pixo. Fondatore ne fu Micito principe di Messina nella Sicilia; ma i coloni colà venuti con lui se ne partirono poi di nuovo, eccettuali sol pochi.

Oltre Pixo è il seno Lao1, poi un fiume dello stesso nome ed una città, ultima della Leucania, un poco al di sopra del mare, colonia de’ Sibariti, distante da Elea quattrocento stadii. Tutta poi la spiaggia della Leucania ne conta cinquanta. Quivi presso è il monumento di Dracone, uno dei compagni di Ulisse, intorno al quale fu dato agl’italiani quell’oracolo: verrà tempo che presso al dragone pietroso perirà un gran popolo2. Perocchè i popoli elleni che sono sparsi nell’Italia, ingannati dall’oracolo, fecero una spedizione in quelle parti, e furono battuti dai Leucani.

Lungo la spiaggia tirrena pertanto sono i luoghi finora detti dei Leucani, i quali da principio non toccavano punto l’altro mare, dove prevalevano in vece quelli Elleni che occuparono il seno di Taranto.

  1. Il Golfo di Policastro.
  2. Cosi spiegano gli Editori francesi il verso dell* oracolo: Λάϊον ἀμφὶ δράκοντα, πολύν ποτε λαὸν ὀλεῖσθαι. La versione latina dice: Qua Draco Lajus est, multum populi periturum.