Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/139

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libro sesto 131

conserva alcune tracce delle antiche abitazioni fra le quali fu anche Camarina1 colonia di Siracusa. Ma Acragante2 colonia degli Ionii, col suo arsenale marittimo, e Lilibeo rimangono tuttavia. Del resto per essere la maggior parte di questo lato caduta sotto la signoria di Cartagine, il più delle città fu distrutto dalle guerre grandi e continue che vi s'agitarono.

Il terzo lato e più grande di tutti, sebbene anch'esso non sia popolato gran fatto, ha nondimeno un sufficiente numero di abitatori: perocchè vi sono tuttora le piccole città di Alesa e di Tindari, e l'emporio di quei d'Egesta e Cefaledio3. Panormo contiene anche una colonia romana; e si dice ch'Egesta fosse fondata da coloro i quali in compagnia di Filottete si trasferirono sul territorio Crotoniate, poscia da lui furon mandati nella Sicilia in compagnia del troiano Egesto, come dicemmo nel parlar dell'Italia. Dentro terra poi la città di Enna4, nella quale è il tempio di Cerere, è occupata da pochi abitanti: ed è situata sopra un colle e tutta cinta all'intorno da larghi e piani pendii acconci ad essere coltivati: ma le nocquero grandemente gli schiavi ribellati in compagnia di Euno, che i Romani assediarono colà dentro, e con grave fatica poterono soggiogarli. Alla

  1. La, fondarono circa 600 anni prima dell’E. V., ed ora dicesi Canmarona.
  2. Girgenti.
  3. A questi luoghi corrispondono ora i Bagni; S. Maria di Tindaro; Castel a Mare; Cefalù.
  4. Castro-Janni.