Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/160

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152 libro sesto

strada sono la città Egnazia1, poi Celia, Nezio, Canusio e Cerdonia: l’altra passa per Taranto lenendo alcun poco a sinistra quant’è il viaggio d’un giorno all’incirca: questa dicesi Via Appia ed è più acconcia ad essere carreggiata; e lungh’essa stanno le città di Uria e di Venosa la prima situata fra Taranto e Brentesio, la seconda sui confini dei Sanniti e dei Leucani. Tutte due queste vie, partendosi divise da Brentesio, si congiungono verso Benevento e la Campania. Di quivi poi fino a Roma formano la così della Via Appia attraversando Caudio, Calazia, Capua e Casilino fino a Sinuessa. Le altre città che vengon dopo le abbiamo già nominate. E tutto intero questo cammino da Roma fino a Brentesio è di trecento sessanta miglia. Avvi poi una terza strada che si parte da Reggio, attraversa i Brezii, i Leucani, i Sanni. e conduce nella Campania, ed all’ultimo si congiunge anch’essa coll’Appia valicando i mouti Apennini; ma è più lunga delle altre il viaggio di tre o quattro giorni.

A Breutesio s’imbarca chiunque vuol navigare all’opposto continente, o ch’egli vada a Ceraunia ed alla spiaggia ivi congiunta dell’Epiro e dell’Ellade, o ch’egli si diliga ad Epidamno: quest’ultimo tragitto è maggiore del primo, cioè conta ben mille e ottocento stadii nondimeno è assai frequentato per essere quella città opportunamente situata rispetto alle uazioni d’Illiria e di Macedonia.

Chi da Brentesio entra in mare costeggiando la

  1. Torre d’Agnazzo.