Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/204

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196 della geografia di strabone


Fra il mare del Ponto (dall’Istro1 al Tira) ed i Geti si stende una pianura tutta deserta e senz’acqua: dove Dario d’Istaspe, quando attraversò l’Istro per assalire gli Sciti, pericolò di morir dalla sete con tutto quanto il suo esercito; e tardi se ne avvide, e tornò addietro. Appresso poi, movendo guerra Lisimaco contro i Geti e contro il loro re Dromichete, non solamente corse il pericolo già detto, ma fu preso vivo, sebbene poi si salvasse per avere trovato benevolo quel barbaro, come dicemmo già prima.

Presso alle foci dell’Istro è situata una grande isola detta Peuce2; e i Bastarni che l’occuparono furono soprannomati Peucini. V’hanno poi anche altre isole molto minori, alcune al di sopra di Peuce, altre più presso al mare. Perocchè quel fiume ha sette bocche, la più grande delle quali dicesi Sacra; e da questa a Peuce v’ha una navigazione di cento venti stadii. Nella parte inferiore di quest’isola Dario fece costruire un ponte, e se ne potrebbe erigere uno anche al di sopra. La bocca Sacra poi è la prima alla sinistra di chi entra nel Ponto; le altre seguono lungo la spiaggia che va al Tira; e la settima è distante dalla prima circa trecento stadii. Vi sono poi negl’intervalli fra queste bocche alcune isolette. E le tre bocche che tengono dietro alla Sacra, sono piccole; le rimanenti sono più larghe ma pur minori di quella. Ma Eforo dice che l’Istro ha sol cinque bocche. Da questo fiume poi al

  1. Cioè dal Danubio al Dniester.
  2. Piczina.