Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/218

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210 della geografia di strabone


Tutta quanta la nazione degli Sciti e dei Sarmati ha questa usanza sua propria di castrare i cavalli per averli più ubbidienti; perocché questi animali appo loro sono piccoli, ma fieri assai ed indocili. Nelle selve poi hanno caccie di cervi e di cinghiali; e nelle pianure di asini e di damme. E questo pure è proprio di que’ luoghi che non vi si nasce aquila alcuna. fra i quadrupedi hanno quel ch’essi chiamano Colo, di color bianco, e di grandezza fra il cervo e l’ariete, ma più veloce d’entrambi nel corso. Esso assorbendo dalle narici l’acqua nella testa, la tien quivi in servo per parecchi giorni, sicché poi può vivere facilmente anche in aride regioni. Tale adunque è tutto il paese al di fuori dell’Istro fra il Reno ed il Tanai, fino al mar Pontico ed alla Meotide.


CAPO V.


Dell’Europa al di qua dell’Istro. - L’Illiria. - Diversi popoli della Pannonia. - Spiaggia dei Japodi e loro città. - Costa dei Liburnii. - Isole adiacenti alla costa dell’Illiria. - Della Dalmazia. - Degli Ardiei o Vardei. - Dardanii, ed altri popoli. - Città d’Epidamno e d’Apollonia. - Dei golfi Ionio ed Adriatico. - Natura del suolo d’Illiria. - Autariati. - Scordisci. – Diversi popoli della Tracia.

Rimane ora l’Europa al di qua dell’Istro col mare che la circonda, cominciando dall’ultimo fondo dell’Adriatico fino alla bocca Sacra dell’Istro; dove comprendonsi l’Ellade, e le nazioni della Macedonia e dell’Epiro, e i popoli situati al di sopra di esse verso