Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/260

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252 della geografia di strabone

Questa materia la trattò Omero pel primo, poscia anche altri parecchi; gli uni intitolando particolarmente Porti, Peripli, Viaggi terrestri le opere loro nelle quali abbracciavano anche le cose dell’Ellade: alcuni introducendo ne’ libri di storia generale la descrizione particolare dei loro paesi come fecero Eforo e Polibio: altri finalmente nel parlare di fisica e di matematica v’aggiunsero qualche cosa spettante alla geografia, come fecero Posidonio ed Ipparco. E le opinioni degli altri si possono giudicar leggermente ma quelle di Omero hanno bisogno di una critica considerazione, perchè egli parla poeticamente, e non descrive le cose presenti, ma sì le antiche, molte delle quali furono poscia alterale dal tempo. Pur ci conviene, per quanto è possibile, intraprendere questo esame pigliando le mosse dal punto dove siamo rimasti.

La nostra descrizione finì dalle parti d’occidente e di settentrione colle nazioni epirotiche e illiriche: e dalla parte orientale con quelle della Macedonia fino a Bizanzio. Le nazioni elleniche pertanto che trovansi dopo gli Epiroti e gl’Illirii sono gli Acarnani, gli Etoli, i Locri Ozolii; poscia quei della Focide e della Beozia. Rimpetto a questi popoli sulla spiaggia opposta è si¬tuato il Peloponneso, il quale abbraccia il golfo Corintio1 che si spinge fra-mezzo, e lo configura e n’è reciprocamente configurato. Dopo la Macedonia trovansi i Tessali fino a’ Maliei e ad altri popoli abitanti al di qua e al di là dell’istmo. In questi luoghi fin qui ac-

  1. Il Golfo di Lepanto.