Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/425

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biando il nome, si dissero Eudielo; volcuclo forse medicare che qu«_’ luoghi per la loro buona esposizione verso l’occidente proenrano qualche particolare comodità agli abitanti, massime uella stagione invernale. E veramente le prime e le ultime ore del giorno sogliono es:!re le più fredde; e le ore della sera -sono d’ordinario ancori più fredde che quelle della mattina: perocché all’avvicinarsi della notte il freddo s’aumeuta, e quando questa si parte, si diminuisce invece alcun poco. Ma il sole è rimedio del freddo: e però il ter* reno- meglio soleggiato nelle ore più fredde suol avere l’inverno più mite. ■— Asplédone poi è distai le da Orcomeno venti stadii, e nello spazio frapposto scorre il fiume Melas.

Al di sopra dell’Orcomcuia stanno P mopeo cittàdelia Focide e lampoli, colle quali confina Opunte metropoli dei Locri Epicnemidii. Dicono che Orcomeno da prima fu situata iu una pianura; ma che tiaboccaudo poi l’acque, tramutaronla a luogo più alto verso il monte Aconzio, il quale per lo spazio di sessanta stadii si stende fino a Pirapotamio nella Focide. E raccoutano che gli Achci del Pouto furouo I uni Orco • tnenii, i quali avendo per condottiero Ialmeno si trasferirono in quelle parti dopo la distruzione di Troia. Anche presso Garisto1 trovatasi una città detta Orcomeno. — Tutta queiti materia ce l’hanno somministrata

coloro che commentarouo l’Enumeratione delle

  1. Nell’Eubea.
Strabone, tom. III. 27