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Burocrazia e fisco a Napoli tra XV e XVI secolo


e alla c. 261;:

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«Del territorio dell’abbatta de la terra de la Terza se ne serve la Regia Racza ad pascolare. Vide literam Alfonsi Moccie in libro moderno magno f. XXX.»

Le due citazioni si inseriscono nel primo repertorium rispettivamente alla lettera A per Abbatìa e alla lettera T per Terza.

Anche nel secondo repertorio non mancano vere e proprie ripetizioni, anche a distanza ravvicinata: a c. 311;

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«Banno della vendita delle robbe dello secretano Antonello de Petrutiis. In Curie XIII, f. 367»

e a c. 35

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«Banno delle vendite delle case et altre robbe de lo secretario Antonio de Petruciis. In Curie XIII, f. 368.»

Con la c. 89 e fino alla 137, per altra mano, torna un repertorio alfabetico dalla A alla Z, anche se dalla lettera A, per effetto di un termine cominciante per Ha («Habente XII filios si declaratur quod sit immunis an gaudere debeat immunitate. In Comune XXI, f. 27», c. 90 del Repertorium), si continua con le lettere dell’alfabeto che seguono la H. In questa parte le notazioni sono brevi, rapide, ma i dati forniti sono vari e interessanti sotto più aspetti.

Dalla c. 138 alla c. 173 torna la prima scrittura, per intenderci quella da c. 1 a c. 88; la materia, non più per ordine alfabetico, è ordinata generalmente per registri.

Dalla c. 174 alla 266, per opera del secondo scrivano, si ha una serie di annotazioni che non seguono né un ordine alfabetico né di registri.

La stessa mancanza di sistematicità caratterizza i fogli successivi in cui si alternano le scritture: la prima da c. 267 a 284; la seconda da 285 a 323; la prima da 324 a 344; la seconda da 345 alla fine, c. 354.

L’alternarsi delle grafie nel manoscritto potrebbe indurre a dubitare che esso sia nato come lavoro unitario, e che la rilegatura di più fascicoli in uno volumine sia dovuta al caso, e che comunque sia successiva alla loro stesura. Ma la considerazione che l’alternanza delle grafie non coincide se non due volte con l’inizio di un nuovo fascicolo, precisamente alla c. 285, e alla c. 345 221, convince che la stesura del manoscritto sia avvenuta su un solo registro precedentemente preparato. È evidente che si tratta di un lavoro congruente di due funzionari addetti allo stesso ufficio fiscale.

Quasi certamente per variate esigenze dell’ufficio, ma probabilmente anche per ottemperare a un bisogno di completezza e di precisazioni, chi ha già steso in ordine alfabetico una raccolta di dati, torna a farlo, non certo per perfeziona

  1. Cfr. il prospetto della fascicolazione del codice supra, alle pp. 21-25.

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