Pagina:Delle funzioni riproduttive degli animali.djvu/33

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funzioni riproduttive. 21


dotto deferente, ma la loro organizzazione non si compie che in un organo glandolare (borsa di Needham) di cui è fornito l’apparato maschile di questi animali, e che sbocca nel condotto deferente presso la terminazione di questo. Gli spermatofori raccolti in questa borsa si presentano sotto l’aspetto di capsule allungate cilindriche (fig. 13), con una sorta di capocchia ad un’estremità, e nel loro interno Fig. 13. Spermatoforo di eledone (Milne Edw.). contengono un budello, vero serbatoio dello sperma, che anteriormente è in continuità, mediante un esilissimo canaletto, con un apparecchio proiettatore, formato da un altro budello ricettante un filo spirale elastico. Allorquando questi spermatofori sono evacuati, pel contatto dell’acqua si rigonfiano, si aprono alla lor parte anteriore, e per l’elasticità del filo anzidetto tutto il tubo proiettatore e poscia il sacco stesso dello sperma vengono spinti fuori. Nell’atto della copula, i maschi de’ cefalopodi non fanno che abbandonar gli spermatofori nel corpo della femmina1.

b) Apparato femmineo.

La parte caratteristica e veramente essenziale di questo apparato è l’ovario, ossia la glandola produttrice delle uova. Nell’organismo delle femmine esso corrisponde esattamente per numero e per disposizione al testicolo de’ maschi. Esso trovasi del pari al massimo grado di semplicità ne’ polipi idriformi e nelle meduse a ombrello, risultando in questi di semplici capsule ovigene che si sviluppano, crescono e si aprono all’esterno del corpo. In tutti gli altri casi esso è collocato nella cavità addominale. La sua forma è diversa ne’ varii animali; ora si presenta esso coll’aspetto di una glandola a grappolo, ed è questo il caso più generale, glandola che nella massima sua semplicità sarebbe

  1. Questi singolari corpi, che racchiudono lo sperma ne’ cefalopodi, erano già conosciuti da Redi che li considerò come animali parassiti. Needham pel primo vi riconobbe la vera natura del contenuto. Carus li considerò come giganteschi animaletti spermatici; e ne fece un genere particolare di parassiti col nome di Needhamia expulsoria.