Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/187

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5 Uguri, gli Elisicori, i Sardi e i Corsi seguenti; le altrettante colunie fenìcie piantale, sia nella Gallia meridionale sopra Marsiglia, sia più ad ostro versa Naibona, o nelle due grandi isole mediterranee ’i Corsica e di Sardegna.

N. 3(3. TTpò? 6è, Kol -ràbi XéTouoi, ók; truvé^n ’^<\i aùTfi<; ■l)\iipt\%? v

TQ IiKcXiq RXojvo Ktti G^pujva vitóv ’AfjiXKOv tùv Kapxrj&óviov,

’ttiUv laXoviWt Toù? "EXXriva; tòv T\ipar)v (§ 166).

E ollracriò rarrontano i Siculi, come in quel medesimo giorno Gelone e Verone debellarono Amilcare in Sicilia, accadde la Hloria ijreca di Salamini.


Diodoro contraddice airasserzione di Erodoto in 4ue5to passo, aSbroudo invece che la vittoria aicula accadde nel mcdeaimo giorno della Kotifitta delle Termopile. Aggiungendo dì piti, che la foma sparsa dell) giornata d’Imera conlribul non poco a rialzare gli spiriti abtiatluti dei Greci del contitieote. Ma la versione di Erodoto ò dal canto .Ilo luiTragata da un tosto cliìarìsEÌmo di Aristotele. Nitlladimeno il Grote (Eittory of Grece, V, psg. 2(18) non vuol ccedere né a Diodoi’o aiti Nostro; e anche altri critici stanno in forse. Impressionati prindpilmente dal gravissimo dubbio cLe eìmili combioazioni fossero (fabIte apposta dai Greci-Siculi, per la smania di connettere i propri ti coi grandi fatti dell’Eliade, propriamente delta. Al quale scopo ti piu’lò anche di una lega fra Serse e Cartagine: talmeutechè la <uoi)<a di Cartagine avrebbe avuto il suo radicai fondamento in una ritta operazione di guerra concertata fra l’Asia e l’Africa contro «oui gli Elleni.

N. 37. d<pavio6^vTt 6è ’A^Ukcji Tpóniu cIte toioùtiu, ib? Ooivixe^ ^ouoi, (.tT€ érépu), iu(; ZupriKÓcrioi, Kapxn!,óvioi toOto h^v ol OOouai «. T. \. ig 167.

Un sia che la dispari: ion« di Amilcare seffuisse realmente in ìucsto ntoJo, lOmn vogliano i Punici, sia nell’altro modo voluto ’!’ Siracusani, il fatto certo è: rhe i Cartaginesi gli dedicarono riti, ecc.

’arrebbe da queste pai-ole, che aia stata indicata avanti da Ei’odoto inioue invalsa nei Siracusani sul modo della sparizione di Amìldì mezzo ai suoi; ma il fatto sta che di tiile opinione uou ce n’è Seppui’e non voglia dirsi, che da tutto l’insieme del Capitolo ente può facilmente ritrarsi che Amilcai’e ( secondo l’opinione ^Siculi diversa dalla credenza cartaginese) spari piuttosto dal campo di htttaglia che non dagli alloggiamenti. Ma c’è forse un altro modo nriglinre di raddrizzar la faccenda, considerando che la parola £ upr|KOÙatoi non trovasi in tutti i codici, e che il congiungere senza quella