Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/205

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3 no d’armi e d’armati da quella parte; intimoriti dei grandi e impreveduti successi dei Barbari, presero a consultare fra loro, se non fosse opportuno di fuggir da Artemisio, e di riparare verso qualche punto piti interno della Grecia. Delle quali consultazioni avendo avuto cenni» gli Eubei, si fecero a pregare Euribiade, perchè soprastesse alcun poco; e tanto solamente quanto bastava, k perchè essi potessero mettere ia sicurtà i loro figli e i |jr famigliari. Ma non avendo potuto smoverlo, s’ indirizzarono altrove, e trassero al lor partito il comandante ateniese, Temistocle; al quale promisero un dono di trenta talenti, col patto che rimanessero fermi nelle acque dell’Eobea, e costì oflfrissero battaglia al nemico.

5. Temistocle poi, per trattenere i Greci dov’erano, si fovemò in questo modo. Della somma ricevuta regalò cinque talenti a Euribiade, come glieli avesse dati di suo. E giccome, acquetato che ebbe lui, nissuno più degli altri zittiva da Adimanto in fuori, duce dei Corinti; il quale era solo a tuttavia contendere e protestare che voleva ’«sciare Artemisio, e non ci sarebbe restato per nessun modo; Temistocle lo affrontò, giurando, con queste parole; Ma tu non ci lascerai. Perchè io ti farò un dono più grande di quello che potrebbe mai farti il re "meiico. se tu voltassi le spalle ai confederati. E in cosi dire, gettò tre talenti entro la nave di Adimanto. Laonde vinti tutti i suddetti alla lusinga del dono, essi si lasciarono persuadere, con grazia inestimabile degli Eubei. Ma chi guadagnò di più in tutto quest’affare fu Temistocle, avendo fiteoulo per sé l’avanzo della somma sborsata dagli isolani, E quelli che ne parteciparono, credettero di aver ficevuto il beveraggio da Atene col patto sopradescritto.

Hicor, titori’ Erodoto, lU.

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