Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/209

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nìrsi di Filaone, figlio di Chersi, fratello di Gorgo, re di Salamina, uomo reputatissimo nell’armata di Serse. Ma il primo dei Greci che riuscì a prendere una nave nemica, fu Licomede ateniese, figlio di Ascrea, e a lui fu però decretato il premio dei valorosi. Del rimanente poi, <lDella battaglia navale successe con varia fortuna dalle ,iue parti, infino a tanto che sopraggiunse la notte a dividere i combattenti. E i Greci se ne tornarono ad Artemisio, e i Barbari ad Afeta, dopo essere usciti da quella lotta con battiture assai più forti che non avrebbero mai immaginato. Dirò, in ultimo, che durante la pugna il solo Antidoro di Lemno passò dalla parte dei Greci; onde gli Ateniesi lo riconobbero col dono di un predio in Sincnsa.

12. Ma calate le tenebre-, ed essendo allora la stagione dell’anno di piena state-, cadde per tutta la notte una dirottissima pioggia, e tuoni spaventevoli rimbombavano dil monte Pelio. Cadaveri e rottami d’ogni specie andavano a infrangersi contro il capo d’ Afeta, e urtando essi » ogni poco nelle prore delle navi impedivano il libero maneggio dei remi. Al quale spettacolo i militi persiani furono presi da incredibil timore, credendo di essere perduti senza rimedio, tanto era il cumulo di mali che li opprimeva. Imperocché non appena cominciavano a respirare, dopo la terribile burrasca che li avea c6lti in prospetto del monte Pelio, furono costretti a paragonarsi ’u una gran battaglia navale. E finita questa, eccoti che li sorprende nn orrendo diluvio, con torrenti che rompono violentemente nel mare, e con un rombo assordante di tuoni. Così passarono quella notte.