Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/215

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corse ad informare ì Barbari della fuga dei Greci dal capo d’Artemisio. Ma i Barbari non gli vollero prestar fede, e lo sostennero; mandando al tempo stesso alcune navi leggiere in officio di esploratrici. Le quali avendo riferita la verità delle cose, il naviglio persiano, al primo chiarore del nuovo dì, mosse tutto serrato verso Artemisio. E indugiatisi costì fino all’ora del mezzogiorno, s’indirizzarono quindi contro l’Estiea. Ove pervenuti, occuparono primieramente la città degli Estieì; e poi corsero da padroni tutti i borghi marittimi del contado ellopio, membro dell’ Estiea.

24. E mentre che quivi stavano, Serse spedi loro uu messaggio, dopo aver dato ordine a tutto quanto s’ aspettava ai cadaveri dei suoi seguaci uccisi alle Termopile. Nel qual proposito il re si comportò in questo modo. Di tutti i suoi seguaci caduti alle Termopile (e. furono ventimila) soltanto uu migliaio abbandonò sul terreno. Ma per tutti gli altri fece scavar delle fosse, chiuse da terra e ricoperte di foglie, affine di sottrarli alla vista delle milizie di mare. Giunto poi che fu il messaggere nell’ Estiea, e bandita un’universale concione, egli parlò in questa Jorma: Commilitoni, il re Serse dà licenza a tutti quei la vogliono, di abbandonar le ordinanze e di andare vedere coi propri occhi come egli combatta quei folh", i quali allettavano la speranza di poter superare la sua potenza.

25. E dopo che l’araldo ebbe esposta la sua imbasciata,

’liente divenne piìi raro che il trovare una barca

dispor cibile, tanti furono quelli che vollero saziare l’occhio dello

.pettacolo. I quali trasportatisi alle Termopile, videro in