Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/230

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Persiani che avevano salita l’acropoli, prima andarono a spalancare la porta verso l’accesso comune, poi si voltarono a uccidere i supplicanti. E dopo averli abbattuti tutti, e spogliati i templi, misero il fuoco all’intera acropoli.

54. Serse, divenuto in detto modo assoluto padrone di Atene, mandò un cavaliere a Susa, perchè annunziasse ad Artabano gli ottenuti successi. E il giorno appresso convocò a sè gli esuli ateniesi che lo seguitavano, prescrivendo loro di salire all’acropoli e di celebrare ivi un sacrificio a seconda dei loro riti; sia che ciò comandasse per ammonimento avuto da qualche notturna visione, sia che la coscienza lo rimordesse per i templi da lui incendiati. Il certo è, ad ogni modo, che gli esuli ateniesi eseguirono esattamente gli ordini ricevuti.

55, Ora poi dirò, quale legione mi conducesse a fermarmi sul detto fatto. Sorge dentro l’acropoli il tempio di quell’Eretteo, che è chìamato figlio della terra ; ed in esso tempio si veggono un olivo ed una fonte, postivi secondo la tradizione ateniese da Nettuno e da Minerva, quai testimoni del principale argomento addotto dalle due parti in sostegno della gran lite per il possesso dell’Attica. Ma il suddetto olivo fu preda anch’esso delle fiamme, e si consumò insieme col tempio incendiato dai Barbari. Eppure, due giorni dopo l’incendio, allorché gli esuli ateniesi ascesero al luogo già occupato dal tempio, per celebrarvi il sacrificio ordinato loro da Serse; essi videro germogli di quasi un cubito di lunghezza, che rimettevano nuovamente dal tronco. Tale precisamente fu il racconto degli esuli.