Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/298

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quel gran tratto di paese, che prese appunto da lei il nome famoso di Macedonia, Altri iovece opinaoo che vere e dimostrabili attioenz» sussistessero effattivameute fra le due Macedonie, e cercano di provare TasBunto.

Ma, perchè mai Erodoto, uel luogo che commeutiamo, dica cha i Drippidi furono cacciati dalla loro antica dimora per opera di Ercole o dei Mali, e uuu dice piuttosto per opera degl’ iavasori Doriedt Perchè, secondo ogni verosimiglianza, egli non credette di poter meì;\\o riassumere che uel nome di Ercole il concetto generale dell’impresa, alttibuendona come a lui la supi-ema condotta; nello stesso modo che gli Eraclidi furono iudubbiameute i conduttori delle imprese doriche succesaive. I Mali poi, che avranno avuto probabilmente coi Drìopidi, quelle ruggini e quelle emulazioni che guastano cosi spesio le relazioni fra’ popoli confìnauti, è ben natui-ale che si sieno congiunti più che volentieri coi Dori contro gli odiati vicini. Osserverò Goal’ mente, a couchiusioue di questa Nota, come Erodoto, nel passo citalo, nomini soltanto Pindo ed Erineo, delle quattro cittA doriche che formavano la cosi detta tetrapoii. isegno manifesto, mi pare, della ms^giore importanza di esse sulle altre; e segno forse anche, che Pindo ed Erineo furono due vere e proprie fondazioni doriche, laddove, Beone e Citinioue, dobbiamo piuttosto rappresentarcele come due antiche città driopiche occupate o U’asformate dai vincitori.

N, 15. ’A9r)vatoi ^èv,Trp<X itdvToi; toù^ dWoui; ’^ap€XÓ^€vot vt^a; 6rbiijKovTa Kal éKUTÒv, ^oOvot iv Za\a|uiTvi f òp oCi ouvevoui^dxno"^ TTXaTméti; ’Aerivaioioi (§ 44).

Tra i popoli poi collocali al di là dell’Istmo, primi venivano yli Ateniesi, i quali conferendo all’impresa con l’orse maggiori di tutti gli altri, mandarono cento ed ottanta navi; obbligati per giunta a presidiarle tutte da sé soli, essendo mancato loro a Salamina il rinforzo plnteese.

Oli Ateniesi si presentarono dappiincipio ad Artemisio (dica Erodoto al Capo 1° di questo Libro) con eentovvntisette navi. Poi, fra il primo e il secondo combattimento, furono raggiunti da altre ’.inquantaire navi, riunendo cosi un insieme di centottanta legni da guerra. Ma nell’azione finale di Artemisio, sappiamo che no perdettero la metà. Se, dunque, gli Ateniesi convennero a Salamìna con centottanta navi daccapo, noOvoi èv ZaXanWi T’^P où ouvevaundxicov nXaxmée? ’AOnvaioioi, bisogna proprio diro che ossi fecero uno sforzo straordinario, meraviglioso.

N. 10. ’Aerivoioi hi, ini tièv TTeXaoYwv, ìxóvtujv rfiv vOv ’EXXd&a

KaXeo^évnv ’luivoi; bi xoO HoùBou OTpardpxcui Y^vo^ivou "A©»! vClioiatj éKXr)6rioav dnò toOtou ’lujvti; (§ 44).