Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/309

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Il primn consegna i suoi messagr/i al secondo; il sneondo H

tómigna al terjo come fanno le lampade^ nella festa detta

itìlt LAMPADE, in onore di Vulcano.

La oimilitudine con cui Erodoto cerca qui di illustrare la sua deMiizione della Posta persiana, ò molto giusta e appropriata. Impecile le fiaccolo, nelle feste principalmente di Vulcano in Grecia, kiTtrano essere portate in giro correndo, e sempre accese: trasmesse M da una schiera di ministranti all’altra, ordinati in catena, che esse si spegnessero nel passaggio. Di maniera che la ceItrìtà dei movimenti doveva esser congiunta in siffatto rito con una diligente attenzione a quello che si faceva. Nelle quali due parti, celeriti ed esattesia, consiste per l’appunto la perfezione degl’istituti Pottali.

N. 32. toOto bi aqj» bit, nbri é-f^vexo (§ 104).

/’ qual fatto, si vuole che si sia già ripetuto due volte.

Al Capo 175^ del Libro ì, Erodoto dice invece che il prodìgio (cioè, l’improvviso allungamento della barba alla sacerdotessa di Minerva. a Pedaso, come segno di qualche imminente pericolo) si era %it rinnovato tre volte. Donde alcuni commentatori congetturarono, dta la parole del Libro Vili siano state effettivamente scritte prima della parole del Libro I, e che nel tempo intermedio abbia potuto Verificarsi il preteso prodìgio una tersa volta. Ma la contraddizione «assistente a ogni modo fra ì duo passi della Storia, è un nuovo argomento da aggiungere ai molti altri che provano, come Erodoto non abbia avuto tempo di rivedere e di ripulire l’opera propria. Altrinanti, egli si sarebbe senza dubbio curato di emondare lo sconcio: e (id probabilmente, o nel Libro I o nel Libro Vili, avrebbe addiritInrm cassate le parole riguardanti il miracolo di Pedaso. Non vedendosi infatti ragion sufficiente, perché in una sola e medesima Storia li debba trovare raccontato due volte lo stesso fatto, colle stesse parole t qnasi. Ma non voglio neanche tacere, che al Valkenar parve di dover ritenere come apocrifo tutto questo Capo 104°, a cominciare dalle parole: 01 bi Tfr\baaif^ olKéouoi, e comprendendo nella supposta interpolazione anche il principio del Capitelo successivo; fino, cioè, alle parole ó EpnoT(^o( f\v inclusivamente. Egli adduce argomenti molti e sottili in sostegno della sua tési, che non voglio ora discutere, poiché questo ricei-cherébbe un troppo lungo discorso. Dirò soltanto che partecipo anch’io a tutta la meraviglia del Valkenar, quando leggo nel passo che oi trattiene; che cresceva prolissa la barba alla sacerdotessa addetta al tempio di Minerva, a Pedaso, quando sovrastava qualche infortunio ai popoli finitimi. Ma, perchè soltanto ai popoli finitimi, e non anche ai Pedas!, e anzi ai PedasI principal