Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/331

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-319 a compagni auche gii Ateniesi; i quali erano intanto passati da Salamina sul continente, e avevano fatta in Eleusi la loro congiunzione con quelli. Quando poi i Greci ebbero toccata la città beotica dì Eritrea, e appresero che i Barbari si stendevano lungo l’Asopo; dopo matura consultazione, deliberarono di mettere il loro campo dicontro al campo nemico, alle falde del Citerone.

20, E Mardonio, giacché i Greci non discendevano al piano, mandò loro contro tutta la sua cavalleria, guidata da Masistio, uomo di gran seguito fra i Persiani; il quale montava un cavallo Niseo, per bei freni d’oro ed altri fnlgidi arredi, elegantemente e riccamente distinto. Ora, i cavalieri Persiani accostati che si furono ai Greci, li assalirono per ordine di manipoli; e producendo disordine e strage nelle loro file li svillaneggiavano col nome di femm inette.

21. Il caso poi volle che i più esposti all’urto dei cavalli nemici fossero i Megaresi; i quali, oppressi finalmente dal terribile assalto, inviarono un loro messo ai capitani ellenici, perchè dicesse: soci ed amici, i Megaresi mi mandano a riferirvi il seguente discorso: Noi non possiamo più resister da soli all’impeto della cavalleria medica, restando fermi al posto che ci fu assegnato a principio. Resistemmo sì fino ad ora, quantunque oppressi, con teìiacità e con valore: ma se non manderete presto altri per surrogarci, sappiate che dovremo cedere il campo. Le quali proteste dei Megaresi essendo state riferite dal messo ai capitani ellenici, Pausania provò di domandare ai Greci: Chi di loro si sentiva disposto a prendere il luogo dei Megaresi. E tutti gli altri essen d