Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/334

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— 322 lezza delle sue forme. Indotti anche a ciò fare, posciacbé tutti gli uomini abbandonavano le ordinanze per correre a vedere la salma di Masistio. Indi i Greci deliberaroQn di scendere in quel di Platea, essendosi capacitati della mag-giore opportunità del luop-o in confronto del contado eritreese, per molti rispetti, e massimamente per l’abbondanza dell’acqu». Là però, e presso alla fonte GargaGa (che ci ha la sua scaturigine ); tutti videro la convenienza di trasferirsi, e di mettere il nuovo campo: coniche, prese le armi e camminando lungo le falde del Citerone, e traversando Isia, i Greci pervennero infatti nel territorio di Platea. Dove presso alla detta fonte Gargafia e presso al tempio dell’eroe Andocrate, parte sdì piccoli colli circostauti, e parte nella pianura, spiegarono le ordinanze.

26. Ma. nel mentre che era assegnato a ciascuno il suo posto, si accese una fierissima disputa fra Ateniesi e Tegeati, arrogandosi entrambi il privilegio di tenere una delle due ali dell’esercito, e mettendo avanti ragioni di data antica e nuova in sostegno delle loro pretese. I Tegeati dicevano da una parte: A noi fu sempre concesso il posto d’onore che richiamiamo, da tutti gli alleati in tutte le spedizioni, antiche e nuove, operate in comune dai Peloponnesi; fino dal tempo che gli Eraclidi. dopo la morte di Euristeo, tentarono di rimettersi nel Peloponneso. E ottenemmo in tale occasione quel privilegia nel modo che siam per dire. Essendo noi pure in allora, insieme cogli Achei e colli Ioni abitatori del Peloponneso, accorsi alla difesa dell’Istmo per resistere agli invasori; Ilio (come narrano) fecesi a predicare, non essere convenevole che i due eserciti che stavano a fronte