Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/335

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"sì esponessero al gioco volubile e pericoloso delle battaglie: e propose piuttosto che dal campo peloponnesio fosse scelto un valoroso campione, il quale scendesse a singolare combattimento con lui. I Peloponnesi accettarono; e quindi Greci e Barbari si obbligarono con giuramento al seguente patto: Che se Ilio riusciva vincitore, gli Eraclidi sarebbero rientrati nella loro patria; ma se invece era vinto, eglino sarebbero tornati indietro insieme coi loro seguaci, né per lo spazio di cento anni avrebbero più ritentato l’ingresso del Peloponneso. Per comune consenso poi di tutti i confederati Ja scelta cadde su Echemo, nostro re e capitano, il quale si era spontaneamente profferte all’uopo: e fra Echemo e Ilio essendo effettualmente seguito un singolare combattimento, Echemo uccise Ilio. Ondo noi conseguimmo dai Peloponnesi d’allora molti doni, che conserviamo carissimi; e il privilegio di occupare sempre una delle due ali dell’esercito confederato, ogni volta che si fa un’impresa comune. Ma non è già con voi, o Lacedemoni, che noi vogliamo contendere di questo grado; e vi lascieremo anzi libera la scelta dell’ala che vi piacerà meglio guardare per vostro conto. Con altrettanta forza però invochiamo i nostri diritti sull’altra, secondo l’antica consuetudine. Né alle cose fln qui narrate si restringono i nostri titoli al posto privilegiato, superiori a quelli degli Ateniesi: conciossiacbè noi ci si siamo illustrati con splendidi fatti d’armi anche contro di voi, o Spartani, e contro molti altri popoli. Donde sempre piìi chiara apparisce la maggioranza del nostro diritto a occupare una delle due ali dell’esercito a fronte del diritto vantato dagli Ateniesi, i quali non hanno nella loro storia, né antica né nuova.