Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/350

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-338 Medì, e il loro modo di combattere, avendone fatto esperimento a Maratona. Noi all’incontro non abbiamo scienza alcuna di questa f?ente, non avendo nissuno Spartano avuto mai nulla a fare coi Medi (8). Ma dei Beoti e dei Tessati ce ne intendiamo abbastanza. E però bisog-na che voialtri tegliate su le vostre armi, e veniate da questa banda, mentre noi ci tramuteremo a sinistra. Alle quali parole di Pausania o-li Ateniesi risposero: Per dire il vero, fin da principio, quando vedemmo opposte alle vostre le ordinanze persiane, avevamo intenzione di far valere le stesse ragioni, colle quali voi oggi ci prevenite; ma tememmo che vi sapessero troppo amare le nostre parole. Dacché però ora entraste voi stessi nell’argomentOt vi diremo che la proposta ci piace, e siamo pronti a eseguirla.

47. Essendosi trovati, dunque, d’accordo d’ambe le parti, come prima si fece giorno, Lacedemoni ed Ateniesi barattaron di liiogn. Ma accortisi di questo fatto i Beoti, f avendone avvertito Mardonio; questi già disponevasi » rimutare esso pure tostamente il suo ordine di battagli»’ collocando un’altra volta i Persiani affronta dei LacedC" moni. Ma come lo riseppe Pausania; e vide quindi s&^ perti i suoi disegni al nemico; ritirò di bel novo i Lac^’j demoni sull’ala dritta, e allora Mardonio ritirò egli pu’^ i suoi Persiani sulla sinistra.

48. Quando poi ciascuno dei due eserciti ebbe ripresa le sue antiche ordinanze, Mardonio spedì un suo legat’’ agli Spartani, il quale parlò in nome di lui a questo modo-’ Lacedemoni, voi siete, dunque, coloro che venite predicati per i migliori dagli uomini di qua, i quali vi esal