Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/376

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— 364 Androdama, costituito dai Barbari tiranno di Samo. E venuti che furono detti messaggeri al cospetto dei duci ellenici, tosto Egesistrato li assalì con molti e variali discorsi, dicendo, fra le altre cose: Che bastava che li Ioni li vedessero perchè si decidessero a ribellarsi dal re di Persia; né i Barbari avrebbero osato aspettarli: oppure aspettandoli, preparavano ad essi la più ghiotta preda che avessero inai veduta. Indi invocando i comuni Dei, Egesistrato li esortava a liberare dalla schiavitìi i Grecie» cacciare via il Barbaro: impresa facile, egli diceva, attesoché i nemici non avevano navi abili al corso né capacità di paragonarsi con loro. Protestando, infine; se mai i duci ellenici sospettassero che questi eccitamenti na scendessero qualche fraude; che i messaggeri Sami erano pronti a rimanere ostaggi sopra le navi.

91. E non cessando il messaggere di Samo dal premere e dal pregare, finalmente Leotichide, sia coli" intento di cavarne qualche augurio, sia per un’occulta ispirazione del cielo, gli domandò: Ospite Samio, qual’è il tuo nome? E l’altro rispose: Egesistrato. Allora il duce persiano, interrompendogli le parole in bocca; semai Egesistrato avesse voluto dir altro; tostamente soggiunse: Accetto l’augurio che mi vien dal tuo nome. Ma tu e i tuoi compagni non dovete partire, se prima non mi date solenne fede che i Sami saranno davvero quind’innanzi nostri buoni alleati.

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92. Così si espresse Leotichide, ed ebbero immediato effetto le sue parole. Che i Sami e i Greci si giurarono subito reciproca fede: e dopo ciò, due dei legati se ne tornarono indietro. Ma Egesistrato fu obbligato a restare col duce lacedemonico, che traeva buon augurio dal nome