Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/465

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terreuo ocriccio e rugoso, II, 12; fertilità del suolo, II, 14; uon v’attecchisce la vite, II, 17; pesci di Kgitjo, II, 37, 77, V;3; distribuzione di terre fatta da Sesostri, II, 109; innalzamento del suolo delle città, II, 137, 138; via dalla Palestina alI’Eg-itto, III, 5, 7, 9; natura del snolo egiziano, II, 8, 12; diverso dal suolo delle rej^-ioni prossime, lì, 12; il Nilo con le sue inondazioni ricopre tutt<j il paese, 11, 97; e lo feconda, II, 14; acque del Nilo dorante ia notte più calde dell’aria aperta e della rugiada, II, 68; salutare immutabilità delle stagioni, II, 77; le bestie vi abbondano meno che nella Libia, II, 65; coccodrilli dell’Egitto, II, 68, 69, 70; ippopotami, II, 71; iei, II, 76 e seg.; pesci che vivono a t(.,rme, II, 93; serpenti cornuti, II, 74; serpenti alati, II, 75, 76; altri animali diversi dell’Egitto, II, 14, 42, 47, 60, 65, 67, 72, 95; IV, 186; fra le piante, il suolo egiziano produce il biblo, li, 92; VII, 25; il loto, II, 92; il riciao, da essi chiamato chiefif, II, 94; rafano, cipolle ed agli, II, 126; per qual ragione Sesostri facesse scavare i numerosi canali che solcano l’Egitto, II, 108; onde vi è impossibile l’uso dei cavalli e dei carri, ivi; tarra ricchissima di meraviglie, li, 35; tutto l’Egitto ò scompartito iu Nomi, li, 164-166; istituito il governo doi dodici ^^’ Regoli, fu diviso in altrettante parti, II, 147; massima pro^H^speriWi sotto il regno di Amasi, II, 177; allora lo città abi^H tate erano ventimila, iri; antica storia di E^’itto, II, 99 e ^^seg.; l’G^gitto è minacciato di guerra da Cambise in età dì W dieci anni. III, 3; ò conquistato dai Persiani, III, 7 e seg.; I diventa provincia tributaria di Dario, III, 91.

Egislani: reputatisi già i più antichi fra gli uomini, II, 2; riconoscono poi nei Frigi una priorità di razza, ioi: credono Ciro nato del loro sangue, 111, 2; loro leggi e istituti differentissimi da quelli degli altri popoli, II, 35 e seg.; alTezionati ad essi, sono schid d’ogni innovazione, II, 79; e d’ogni imitazione straniera, II, 43, 49, 91; divisi in sette diverse specie o classi di persone, II, 164; sono, dopo i Libi, i più robusti tra gli uomini, II, 77; usano purgarsi per tre giorni in ogni mese, ioi; ritraggono il frutto della terra con poca fatica, II, 13, 14; non seminano fave, II, 37; mancano di viti, II, 77; 111, 6; e fanno il vino traendolo dall’orzo, II, 77; ed estraggono l’olio dalla pianta del ricino, II, 94; convivono con le bestie domestiche, II, 36; soltanto alla Luna ed a Bacco sacrificano porci, e ne gustano le carni, II, 47, 48; si lavano se loro avvenga di toccare un porco, li, 47; « astengono dalla carne di vacca, II, 18; IV, 186; e i sacerdoti si astengono dal mangiar pesci, 11,37; gli abitatori del Nomo Tebaico riservano le pecore e immolano le capro, II, ■42; il contrario fanno quelli del Nomo Mendesio, ici; nei riti fanno uso di coppe di bronzo, II, 37; esercitano uffici inuliebri, lasciando alle donne gli esercizi virili, II, 35; come