Pagina:Delle strade di ferro.djvu/2

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spranghe di ferro fuso della lunghezza di metri 1,20, mentre la grossezza e larghezza loro debb’essere regolata a seconda dei pesi dei carri carichi e della qualità del fondo della strada. Se le spranghe, che formano le rotaie, hanno dalla parte esterna un orlo prominente, che serve a ritenere le ruote costantemente sulle rotaie, dette rotaie vengono chiamate angolari; e se in vece le spranghe hanno un risalto convesso, il quale viene abbracciato da una gola incavata nella grossezza di ciascuna ruota, e perciò le ruote sono obbligate a scorrere, lungo le rotaie, in allora le rotaie, da tali spranghe formate, si dicono a risalto. Le spranghe sono poste in continuazione l’una dell’altra, appoggiando le loro estremità o sopra tavoloni trasversali, o sopra traverse di ferro fuso, ovvero finalmente sopra grossi massi di pietra. E affine poi di formare un tutto stabile conviene che le estremità delle spranghe siano terminate ad angoli o ad archi di circolo, alternativamente salienti e rientranti, e ciò per unire l’une all’altre e poscia fermarle sugli appoggi. I tavoloni trasversali, venendo in breve tempo alterati dalle piogge e consunti dal calpestio de’ cavalli, non sono da praticarsi se non che nelle strade provvisionali, che servono al trasporto de’ materiali nell’esecuzione di grandi lavori: e in questo caso le spranghe, oltre essere unite fra loro, vengono assicurate sui tavoloni per mezzo di grossi chiodi a testa piana. In quanto poi alle strade stabili si adoperano le traverse di ferro fuso, nelle quali sono praticati dei fori o mortise; ed in queste s’incastrano i perni o denti, di cui sono guernite l’estremità delle spranghe nella parte di sotto: e di più sono le dette spranghe assicurate alle traverse per mezzo di caviglie di legno o di ferro. È facile lo scorgere che, per prevenire gli effetti della dilatazione, delle vibrazioni e delle scosse, cui le spranghe vanno soggette, è mestieri lasciare un piccolo intervallo nelle connessioni loro, altrimenti potrebbero portare la rottura di alcuna di esse. Quando poi le rotaie si trovano a maggior distanza l’una dall’altra, ed abbiasi abbastanza di pietra, vale meglio d’ogni altro l’espediente di porre a sostegno delle spranghe dei grandi massi, collocandone uno sotto ciascheduna congiunzione; e fermarle quindi ai detti massi per mezzo di cavaglie di legno o di ferro