Pagina:Delle strade ferrate italiane e del miglior ordinamento di esse.djvu/314

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tendere a singolari vantaggi; — che cotesti vantaggi erano loro attribuiti dalla favorevole condizione dei luoghi; — che se avessero trascurato di assicurarseli, avrebbero corso gravi pericoli di decadenza, da cui per ogni verso conveniva premunirsi.

Coteste idee fondamentali mossero, fino dal 1° agosto 1844, a risolvere il capitano Gansoni e l’ingegnere Scarabeili a pubblicare, incoraggiati dagli stimoli d’alcuni distinti loro amici, un programma, col quale invitavano i più distinti cittadini di Bologna a riunirsi onde pensare all'ordinamento di strade ferrate nelle province dello Stato pontificio dette delle Legazioni (Bologna, Ravenna, Forlì, Urbino, con Pesaro ed Ancona, oltre alla ferrarese).

Le speranze dei proponenti non furono deluse. Nel successivo mese di settembre un primo nucleo d’illuminati cittadini bolognesi d’ogni ceto formavasi onde assumere la cura della proposta impresa, quanto agli incumbenti da farsi per ottenere le superiori annuenze necessarie, lasciando ai progettanti il solo pensiero di studiare il progetto nel rispetto tecnico.

I promotori della bella impresa meritano che siano qui registrati i nomi loro.

Signori marchese commendatore Camillo Pizzardi, presidente della sezione fondatrice.

Marchese Annibale Banzi.
Cavaliere Gioacchino Rossini.
Cavaliere professore Gian Battista Magistrini,
Marchese Luigi Pizzardi.
Avvocato Vincenzo Piana.
Angelo Ferlini, segretario della commissione e membro della sezione tecnica.
Ingegnere ispettore Pietro Pancaldi, presidente della commissione.
Professore ingegnere Filippo Antolini.
Ingegnere Luigi Pancaldi.
Capitano Giacomo Antonio Ganzoni.
Ingegnere Carlo Scarabelli.

Tutti dodici caratanti e primi fondatori dell’impresa; i due ultimi autori del progetto di massima, come si dirà nel seguito.