Pagina:Delle strade ferrate italiane e del miglior ordinamento di esse.djvu/352

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guenza a portata di concentrare in sè gl’interessi di un vasto territorio.

"Secondo tronco da Ancona a Roma fino all’incontro della strada di Firenze.

"Dovrebbe questa congiungersi con quella da Firenze a Roma in vicinanza di Perugia e, meglio ancora di Foligno. Spoleto è troppo meridionale, nè si eviterebbero allora fra Ancona e quella città moltiplicate alture ben difficili a superarsi. La corrispondenza fra le valli che portano da una parte all’Adriatico, dall’altra al Tevere sono colà infatti troppo distanti, nè in direzione opportuna ond’essere agevolmente riunite. Ed anzi qualunque fosse quella che si presciegliesse, gravissime saranno sempre le difficoltà che s’incontreranno in questo tronco di strada.

"Tre sarebbero gli andamenti da esplorarsi. Il primo, da Ancona scendendo per il rivo detto Aspido, raggiungerebbe Loreto, indi per Recanati, Macerata. Forse che il tronco fra Loreto e Recanati riuscir potrebbe troppo montuoso, ed in tal caso tentar si dovrebbe di discendere da Loreto, nella valle solcata dal fiume Potenza, la di cui foce serve di porto a Recanati rimontando la quale si giungerebbe rimpetto Macerata. Questa città siede sopra di un alto piano che separa la valle Potenza da quella del Chienti, sboccante essa pure nell’Adriatico. Una volta avvicinata questa, non sarebbe difficile forse riascendere per Tolentino fino a Serravalle. Ma colà s’erge un’altura che la divide da quel rivo torrenticcio il quale, lungo il pendio occidentale, scende fino ai piedi del colle di Foligno, ove s’incontrerebbe la strada da Firenze per Perugia a Roma. Lo sviluppo totale di quest’andamento può valutarsi di metri 123,000 circa.

"La seconda via si staccherebbe dalla riunione di Bologna con Ancona, precisamente ove il fiume Esino sbocca nel mare. La strada riascender dovrebbe per esso passando per Iesi, Serra San Chirico, Petro-Saia; Sasso-Ferrato e Sant’Emiliano seguendo le sinuosità o picciole valli aperte dalle acque montane. Quattro in cinquemila metri però oltre Sant’Emiliano, esiste il giogo dividente la china a Levante da quella a Ponente, mediante cui