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Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/494

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468 diario roncalli

pusillanimi o disonesti o ignoranti che temono più un occhio bieco de’ loro attuali padroni che non l’avvenire delle loro famiglie; dal servidorame prelatizio e dagli affigliati dei Gesuiti che in grazia del poter temporale hanno convertito oggi in indulgenza quello che prima vietavano come peccato. A tutti farà la spesa l’obolo di S. Pietro, e il prestito de’ cinque milioni che l’onesto Borbone va ora emettendo in cartelle da 100 franchi stampate a Roma colla data di Gaeta: prestito così immorale che certo il Governo Italiano non sarà mai sì stolto da riconoscere.

» Romani! lasciate pure che frequenti il Corso ed i Festini chi si sente degno di sì nobile e scelta compagnia! Per chi ama il proprio decoro; per chi sente all’altezza delle sorti che la Provvidenza ha riserbato all’Italia e alla sua Capitale, l’antico Foro di Roma ed ogni altro luogo dove sono memorie della nostra antica grandezza offre gioie degne di lui. Là ricordando quanto furono grandi i nostri maggiori ha d’onde rallegrarsi il vero cittadino di Roma, poichè vi trova le ragioni del vicino nostro risorgimento dopo tanti secoli di sventure.

» Viva il Pontefice non Re.

» Viva Vittorio Emanuele II Re d’Italia.

» Roma, 20 Febraro 1862.

» Il Comitato Nazionale Romano[1]».

  1. ↑ Avvenuta la dimostrazione al Foro, il Comitato publicò il seguente proclama:
    «Romani,
          «Colla dimostrazione di ieri al Foro Romano deste tal luminosa conferma dei vostri sentimenti, che avrà all’estero l’eco che si conviene.