Pagina:Discorso Economico sopra la Maremma di Siena.pdf/64

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no nel vendere, e nel comprare, profittarono ad essi più, che non averebbe fatto un grosso capitale, che camminando a passo lento, appena terminasse in più anni il suo giro.

Ma credo, che basti ormai il detto fin quì intorno a generi diversi della Ricchezza, del moto, che danno alla moneta le Grasce, degli effetti dell’alto, e del vil prezzo di queste per convincere di falsità quell’idea, di renderle sempre più vili in pregiudizio evidente de Nobili, e degli Agricoltori, perchè si vuol crederlo necessario per reggere le Arti, e supplire alla mancanza del denaro.

A me pare una riflessione, che non sia superiore alla capacità del volgo eziandio più ignorante il considerare, che quel Nobile, che averebbe avuti mille scudi di entrata in vendendo le Grasce il giusto prezzo, n’averà soli cinquecento, se questo prezzo si avvilisce per metà. Onde stenterà a reggere agli obblighi di Giustizia, non