Pagina:Discorso Economico sopra la Maremma di Siena.pdf/67

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voglio discendere, e mostrando la necessità, che ha la Maremma della libertà delle Tratte indispensabile, vale a dire di una legge perpetua, che assicuri la facoltà a Maremmani di poter vendere i loro grani, i loro bestiami, e qualunque frutto di quelle Campagne a Forestieri, discuoprire una cagione, che dopo di avere precipitata la Maremma ridurrà un Cadavere l’Italia tutta, se non si risolve a cibarli del pane suo, cioè di quello irrigato dal sudore del suo volto, per adoprare una frase della Scrittura che spiega il mio intento.

Che gli gioverà essere il Giardino dell’Europa, godere col clima felice anche i Terreni fecondi, se abbandonandoli niente meno, che se fossero sterili arene, si ridurrà vergognosamente a dovere governare un popolo sempre, è vero, minore, ma sempre ancora più bisognoso, col grano raccolto in Paesi, che di loro natura sarebbono abbandonati, se noi colle nostre ricchezze non li facessimo fecondi.