Pagina:Dizionario mitologico ad uso di giovanetti.djvu/27

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

11

per trasferirsi alla spiaggia di Troja, sagrificò, secondo l’oracolo di Calcante, la propria figlia Ifigenia a Diana, per ottenere i venti favorevoli. Ebbe una gran contesa con Achille per cagion di una schiava nominata Briseida, che gli avea tolta.

Dopo la presa di Troja, s’innamorò perdutamente di Cassandra figlia di Priamo, sua prigioniera, e la condusse in Argo. Ella gli predisse che sarebbe perito, se facesse ritorno alla sua patria; ma la sorte delle predizioni di Cassandra era di non essere creduta. Agamennone ne sperimentò la verità a suo danno. Ritornato ne’ suoi stati, fu ucciso da Egisto figlio di Tieste, amante di Clitemnestra, durante la sua assenza.

Aglauro, figlia di Cecrope, re di Atene, e sorella di Erse e di Pandrosa, promise a Mercurio di favorire la di lui passione per sua sorella Erse, mediante una somma di denaro. Pallade sdegnata per tale accordo, impose alla Invidia, che la rendesse gelosa di sua sorella. In effetto Aglauro da quel momento si oppose ostinatamente alle voglie di Erse e di Mercurio. Pallade diede poi a queste tre sorelle un paniere, ov’era rinchiuso Erittonio, con divieto di aprirlo. Aglauro ed Erse, non avendo potuto contenere la loro curiosità, aprirono il paniere, ove trovarono un mostro; agitate quindi dalle furie si precipitarono dalla più scoscesa altura della cittadella di Atene. Nota 7.

Ajace, figlio di Oileo, armò quaranta vascelli per l’assedio di Troja. Non vi fu chi maneggiasse la lancia meglio di lui, a segno che gli si attribuivano tre mani, per meglio esprimere la sua agilità e la sua destrezza.