Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/248

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MAN — 247 - MAN

Mandula, e derivati lo stesso che mandola, e derivati.

Manegiar, va. maneggiare; vnp. destreggiarsi — adoperarsi con sollecitudine accorta ed operosa.

Manela, sf. t. d’agricoltura: inanella, manello.

Manera, sf. accia, asce, ascia, manaia, mannaia, scure; poet. secùre; manera dei becheri, marranico; far co la ma/nera, o col manigo de la manera, met. digrossare con l’asce, — fare alla carlona, o alla giuraddiana, o alla sbracata, o alla sciamannata, — fare colle gomita; butar el manigo drio de la manera, prov. attaccare i pensieri alla campanella dell’uscio, — gettare il manico dietro alla scure, — tirare la mazza dietro la lippa.

Manerada, sf. accettata.

Manarin, sm. accetta, marniamolo, piccozzino.

Maneron, sm. accettane; maneron dei becheri, marrànico.

Manesia, sf. magnesia?

Manestra, menestra, sf. minestra; menestra maridada, met. minestra maritata; no piaser la menestra, met. non piacere il vino nè la conversazione; serva tornada e menestra riscaldada no vai gnente, prov. serva tornata non fu mai buona, — cavol riscaldato e garzon ritornato non fu mai buono; la mescola xe cambiada ma la menestra xe sempre quela, prov. è mutato il maestro di cappella, ma la musica è sempre la stessa; chi ga la mescola in man se fa menestra a modo suo, v. man.

Manestrar, menestrar, va. minestrare.

Manete, sfp. manette; zogar le manete, fare a ripiglino.

Manganar, va. manganare, manganeggiare.

Manganel, sf. randello.

Manganelada, sf. randellata.

Manganelar, va. randellare.

Mangano, manghino, sm. mangano, soppressa.

Manghinada, sf. manganata.

Manghinar, va. manganare.

Maniera, sf. foggia, guisa, maniera, modo; bela maniera, aggraziataggine, — bel garbo, o bella maniera; bruta maniera, brutta maniera, o mal garbo; maniera de dir, frase, locuzione, maniera di dire.

Maniga, sf. bracci aiuola, bracciuola, manica; t. de’ trippaiuoli: lampredotto; maniga de mati, met. gabbiata. o nidiata di pazzi; tirar su le manighe, rimboccare le maniche; tirarse su le manighe, sbracciarsi: — „Si sbracciò come un facchino per fare a’ garontoli;“ esser un altro per de manighe, met. essere un’altro paio, o un altro par di maniche; esser de quei de la maniga larga, met. essere largo di coscienza, o di coscienza elastica; quel che no va in busto va in maniga, prov. quello che non va nelle maniche, va nei gheroni.

Manigaza, sf. manicacela.

Manigheta, sf. manichetta.

Manigheto, sm. manichetta, manichino, manicuccio; met, piccola tazza di caffè nero.

Manigo, sm. manico, manigo de la spada — e simili: elsa, impugnatura; — de le foie e dei fiori, gambo, picciuolo, stelo; — dei fruti, peduncolo; — de zariesa, grappa; — del raspo che resta tacà su la vida, piccanello; — de pena, e del penel, asta, asticciuola; — de la ciave, capo della chiave; — de la scova, bastone, o manico della scopa; — - del fero de sopresar, maniglia; — de bocaleta, cogoma — e simili: ansa; de la scuria, bacchetto, o manico della frusta; esser un manigo de scova vestì, met. essere un lucerniere vestito; esser grasso come ’Z manigo de la scova, essere allampanato, — o essere magro arrovellato, o magro strinato; par che el gobi iniutì el manigo de la scova, met. pare che abbia mangiato la minestra, o lo stuffato di fusi; chi no se contenta del onesto perdi el manigo con tuto ’l zesto, prov. chi troppo abbraccia, poco, o nulla strigne, — chi troppo tira, l’arco si spezza, — chi troppo tira, schianta, — chi non si contenta dell’onesto perde il manico ed il cesto, — chi tutto vuole, tutto perde,